Continuano a circolare lettere e messaggi di posta elettronica, perlopiù di imprese estere, che promettono forti vincite alla lotteria. Non di rado queste imprese truffaldine si presentano con un nome simile a quello di un noto organizzatore estero di lotterie. La Comlot mette esplicitamente in guardia dal rispondere in un qualsiasi modo a simili messaggi. Prima o poi la riscossione della presunta vincita viene subordinata al pagamento di una “tassa amministrativa”, una non meglio precisata garanzia per la tassa di lotteria.  

Un altro fenomeno appartenente alla rubrica „vincite di lotterie fittizie“ sono gli inviti per lettera a partecipare ai viaggi organizzati in torpedone con promesse di vincite cospicue. Le promesse di vincita vengono decantate con slogan, per poi essere relativizzate e relegate in secondo piano. Relativizzate, in quanto i destinatari sono soltanto dei candidati alla vincita. Gli organizzatori attirano i destinatari con allettanti promesse di vincita, vantando il viaggio in torpedone, inclusi i pasti offerti, come l’ultima possibilità di entrare in possesso della vincita cospicua di un determinato concorso. Per quanto attiene le cosiddette gite promozionali, si tratta di viaggi pubblicitari, durante i quali si tenta di persuadere i partecipanti, in modo professionale, all’acquisto di merci. I „vincitori“, però, non hanno partecipato al concorso, né ricevono una vincita. Invece di fare ritono a casa con la vincita, infatti, molti dei partecipanti ritornano a casa con merci acquistate, che non avrebbero mai voluto comperare.

Spesso, le truffe appena descritte sfiorano gli estremi per reati penali gravi. E comunque l’elemento del dolo specifico previsto per le fattispecie di frode, di regola non può essere applicato. In altre parole: la norma di diritto penale in materia di truffa non trova applicazione in questi casi, perché è il consumatore che non deve lasciarsi fuorviare da promesse sensazionali, assolutamente irrealistiche.

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